Il diritto a contestare
[martedì, 07 luglio 2009]

L'argomento principe di chi preferisce le minacce alle idee per contestare la possibilità di manifestare il mio dissenso, oltre al fatto di non aver scritto almeno cinque libri, tra l'altro ben poco letti, è stato il

"Ora cominci ad attaccare me, poi passerai a Graziano"

Premesso che Cecchini, di cui ammiro l'intelligenza ed il coraggio, non essendo soggetto al dogma dell'infallibilità pontificia, nel caso raro compia boiate, possa essere tranquillamente criticato e rinunciare a tale libertà significherebbe spegnere il proprio cervello, ciò implica un'idea rigida e verticale dell'avanguardia, tipica di chi ha vaghissime idee di come vada il Mondo.

Ossia come quanto più dall'alto si cerca di imporre un pensiero unico, tanto più dal basso si tenterà di scrollarselo di dosso; come sa bene chi lavora in una qualsiasi burocrazia, la tendenza di ogni sottoposto è quella di aderire formalmente alle proposte del proprio immediato superiore, per poi continuare a decidere in casa propria secondo le proprie insindacabili idee.

La finta unanimità che si vuole propugnare in realtà è l'irrigidimento di un cadavere. E' meglio esser vivi litigando.

Al Futurismo fan più bene dieci eretici che mille chirichetti

Postato da alessiobrugnoli alle 11:33 [neofuturismo] commenti || permalink



Commenti

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