Contro lo Stutturalismo
[martedì, 07 luglio 2009]

Tra le tante idee che girano nel variegato mondo del Futurismo Contemporaneo, una delle più bislacche è quella di rifondarlo basandosi sullo Strutturalismo.

Ora, trascurando il fatto che lo Strutturalismo è morto e sepolto e ai suoi tempi vi era tra i suoi esponenti una scarsissima concordia tra i principi e le prospettive della loro dottrina, a cominciare dall'interpretazione del concetto stesso di struttura e della sua euristica, il punto è che i due movimenti culturali sono antitetici.

Per il Futurismo, la Realtà è caratterizzata dal Divenire, in cui ogni evento risulta essere connesso al precedente, secondo una relazione di causa ed effetto, mutandone natura.

E questo pone una direzione progressiva alla Storia, di cui soggetto motore, obiettivo ideale e metro di giudizio è l'Uomo che con le sue scelte ed azioni dona senso al Mondo.

Al contrario, per lo Strutturalismo nega il fatto che l'Universo Umano possa essere rappresentato dalle categorie dell'evento e del mutamento e che sia molto più vicino ad un sistema formale suscettibile solo di nuove combinazioni, in senso matematico, che non ne modificano e tanto meno ne perfezionano le caratteristiche di partenza. Di fatto la Storia non è che Epifania della Struttura.

Contemporaneamente, l'Uomo non è più soggetto creatore, ma oggetto di forze e forme di cui non è più padrone nè addirittura cosciente, con lo Spirito Umano completamente asservito a leggi endogeno-formali. L'Individuo appare quindi un epifenomeno di una misteriosa ed inconoscibile realtà che possiede altrova i suoi fondamenti e legalità.

Per esser sintetici, il Futurismo è il riproporre il pensiero d'Eraclito, mentre lo Strutturalismo non è che il Platonismo nei suoi aspetti deteriori e sotto mentite spoglie.

Questa antitesi è ancora più accentuata nel caso del Futurismo Scientista, di per sè già ricchissimo di aporie devastanti. L'epistemologia dello strutturalismo è di fatto il rifiuto del rapporto tra Scienza ed Esperienza, visto che la prima non deve essere nient'altro che riflessione categoriale, rifiutando l'analisi dei fenomeni concreti; l'antitesi completa alla riflessione sull'Azione del Futurismo.

Detto questo, non intendo affermare che lo Strutturalismo sia il male assoluto ed il Futurismo il Bene. O che non sia possibile una sintesi, ma questa deve implicare un forte lavoro di teoria e che genererà un qualcosa di profondamente diverso dai punti di partenza.

Ciò condanno è la una fusione inconsapevole, una giustapposizione che oltre a mostrare i limiti culturali e filosofici di chi la insegue, rischia di generare un Frankenstein informe, capace soltanto di appestare con il suo puzzo di cadavere il Futurismo

Postato da alessiobrugnoli alle 11:35 [neofuturismo] commenti || permalink



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