Sull'Ignoranza Storica
[martedì, 07 luglio 2009]

Il gran limite di troppi futuristi contemporanei è nell'esser cattivi, una profonda ignoranza, nell'esser buoni una totale mancanza di prospettiva storica.

Mi spiego, per loro, il futurismo si ferma al manifesto del 1909, mettendo una pietra sopra a tutto ciò che viene dopo.

Qualcuno, un poco più audace, si ferma al manifesto della ricostruzione futurista dell'Universo.

Scelte che tagliano completamente ciò che avviene di seguito, seccando parte delle radici storiche ed impoverendo sia la riflessione, sia la ricerca.

Ad esempio dal 1929, Marinetti, pur rinunciando in parte al furore rivoluzionario, comincia a diventare punto di raccolta di tutti gli intellettuali eretici dell'Italia dell'epoca, propagando un'idea di modernità più ampia di quella sostenuta vent'anni prima, capace di andar oltre il materialismo tecnologico, lo scientismo infantile e l'esaltazione della teknè fine a se stessa.

Tengo a precisarlo, non nega tali valori, ma li integra in un sistema più ampio, capace di raccogliere anche una dimensione spirituale, diversa da quella religiosa tradizionale, ma vicina alle tensioni che animavano la "Rivoluzione Conservatrice" in Germania.

Di fatto un Marinetti più vicino a Junger e Heidegger che al Positivismo. E chi intepretò con più aderenza il suo pensiero nell'arte furon la moglie Benedetta, con le sue esplorazioni letterarie dell'inconscio e Thayaht, l'inventore della tuta, con le sue opere esoteriche.

E lo stesso slancio verso l'Assoluto ed il Mistero Cosmico che anima l'aeropittura e le sue evoluzioni, non è che figlio primogenito di tali riflessioni.

Postato da alessiobrugnoli alle 11:37 [neofuturismo] commenti || permalink



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